Co-housing, il vero dopo di noi durante noi

La cooperativa Come Noi e il Progetto “A Casa mia”

Mortara è un piccolo comune lombardo di circa 15 mila abitanti, in provincia di Pavia.

E’ qui che la cooperativa Come Noi (cooperativa a marchio Anffas), ha realizzato un progetto innovativo di vita indipendente per persone con disabilità intellettive, “A Casa Mia”.

La loro mission è aiutare le persone con disabilità a realizzare un progetto di vita indipendente.

logo coop come noiSostenere la persona con disabilità divenuta adulta in un percorso di graduale emancipazione dalla famiglia promuove la dignità della persona e favorisce un processo di inclusione sociale e di cambiamento della comunità.

I genitori e i familiari possono così contare su un supporto adeguato per progettare a piccoli passi la separazione e il distacco dalla persona con disabilità.

Invitiamo i nostri lettori a prendere visione del loro sito web www.coopcomenoi.it pewr informazioni e/o contatti.

il Progetto “ A Casa mia”

La famiglia di Luca ha messo a disposizione un appartamento, la casa della nonna, una residenza privata,  in cui convivono quattro persone che mettono in atto i principi della mutualità famigliare.

Luca e i suoi tre amici vivono insieme, hanno un’età compresa fra i 43 e i 52 anni e hanno una disabilità intellettiva.

Alcuni di essi hanno ancora i genitori vivi, anziani, e questo è il vero dopo di noi durante noi, il  “mutuo-aiuto” tra famiglie  che trova concretezza nel destinare al figlio con disabilità l’abitazione di proprietà, affinché ci viva insieme ad altre 2/3 persone.

La famiglia di Luca ci ha messo l’appartamento, l’assistenza è garantita da due badanti assunte direttamente (tramite genitore o amministratore di sostegno), la cooperativa ha il governo complessivo dell’intervento, in particolare per la mediazione educativa e il ruolo di case-manager.

Le famiglie hanno messo in comune le loro risorse, formando autonomamente il gruppo di conviventi e scegliendo direttamente le assistenti famigliari e gli educatori tra cui il mediatore delle relazioni comunitarie.

vivere insieme autismo

La funzione di case manager

  • Valuta i bisogni di sostegno della persona e co-progetta il percorso di emancipazione dai genitori
  • Sostiene la con-vivenza attraverso una mediazione educativa e una supervisione specialistica delle relazioni tra i conviventi ed anche tra essi e i rispettivi familiari-tutori-assistenti
  • Coordina rapporti con servizi frequentati dai conviventi
  • Gestire rapporti con istituzioni (Comuni, PdZ, Medici)
  • Valuta periodicamente il rapporto tra sostegni e qualità della vita dei con-viventi
  • Sostiene la formazione dei con-viventi e degli assistenti familiari con riferimento alla condivisione degli obiettivi assistenziali, educativi e di qualità della vita
  • Cura la gestione dell’immobile utenze manutenzioni ordinarie e straordinarie

Nuove Opportunità per le persone, per i servizi e per le organizzazioni

  • Riconoscere il bisogno di identità adulta, il desiderio e anche la necessità di emanciparsi dai genitori
  • Contrastare le barriere che impediscono questo pieno riconoscimento
  • Costruire opportunità nuove, per consentire alle persone di poter scegliere tra più Alternative Possibili
  • Adattare gli ambienti di VITA ai bisogni delle persone invece di adattare le persone alle strutture di assistenza

Marco Bollani, direttore di Come Noi

«… la risposta a diversi bisogni emergenti all’interno delle filiere dei servizi: il bisogno delle persone con disabilità di emanciparsi dai genitori e di emanciparsi dai classici servizi residenziali, ma anche il bisogno di sostegno residenziale da parte di genitori anziani con figli con disabilità intellettiva. I servizi sono chiamati a fronteggiare una domanda crescente in questa direzione, nel nostro territorio peraltro i servizi diurni e residenziali, destinati prioritariamente all’utenza con bisogni ad alta intensità e complessità di sostegno sono saturi ormai dal 2010»

«… le famiglie sono disposte ad imprenditivizzarsi, uscendo dal ruolo di caregiver o beneficiari di prestazioni, progettando una risposta alternativa ai servizi, attraverso l’utilizzo e la messa in comune di abitazioni di proprietà o in affitto. La cooperativa ha supportato l’iniziativa dei famigliari senza risposte di sostegno residenziale, all’interno di un progetto più ampio di evoluzione delle risposte ad oggi garantite»

«Queste convivenze non sono considerate strutture sociosanitarie ma abitazioni private, dove persone con disabilità intellettive risiedono con un supporto psicoeducativo fornito dalla cooperativa»

«… non si tratta di nuove unità d’offerta come microcomunità o miniappartamenti ma servizi di sostegno alla convivenza e alla vita indipendente, la centratura del servizio deve essere il sistema di relazioni necessario per una buona qualità di vita e funzionale alla de-istituzionalizzazione … come pure manca la previsione di un collegamento normativo diretto con i piani di zona, se dei genitori si attivano per ipotesi di questo genere, supportati da enti con comprovata esperienza, esse devono essere vagliate e inserite all’interno della programmazione locale dei servizi sperimentali».

«I progetti come A Casa Mia sono piccoli incubatori di innovazione sociale territoriale … perché incrociare la disabilità spesso si rivela un’esperienza di vita attorno alla quale si possono innescare meccanismi virtuosi di impresa sociale innovativa e di attivismo civico. La mutualità famigliare è una nuova frontiera per affermare i diritti civili»

XVII LEGISLATURA – N. 2232 – DISEGNO DI LEGGE

approvato dalla Camera dei deputati il 4 febbraio 2016

Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare

Art. 4. – (Finalità del Fondo)

1.Il Fondo è destinato all’attuazione degli obiettivi di servizio di cui all’articolo 2, comma 2, e, in particolare, alle seguenti finalità:

a) attivare e potenziare programmi di intervento volti a favorire percorsi di deistituzionalizzazione e di supporto alla domiciliarità in abitazioni o gruppi-appartamento che riproducano le condizioni abitative e relazionali della casa familiare e che tengano conto anche delle migliori opportunità offerte dalle nuove tecnologie, al fine di impedire l’isolamento delle persone con disabilità;

b) realizzare interventi per la permanenza temporanea in una soluzione abitativa extrafamiliare per far fronte ad eventuali situazioni di emergenza;

c) realizzare interventi innovativi di residenzialità per le persone di cui all’articolo 1, comma 2, volti alla creazione di soluzioni alloggiative di tipo familiare e di co-housing, che possono comprendere il pagamento degli oneri di acquisto, di locazione, di ristrutturazione e di messa in opera degli impianti e delle attrezzature necessari per il funzionamento degli alloggi medesimi, anche sostenendo forme di mutuo aiuto tra persone con disabilità;

d) sviluppare, ai fini di cui alle lettere a) e c), programmi di accrescimento della consapevolezza, di abilitazione e di sviluppo delle competenze per la gestione della vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile delle persone di cui all’articolo 1, comma 2.

2. Al finanziamento dei programmi e all’attuazione degli interventi di cui al comma 1, nel rispetto del principio di sussidiarietà e delle rispettive competenze, possono compartecipare le regioni, gli enti locali, gli enti del terzo settore, nonché altri soggetti di diritto privato con comprovata esperienza nel settore dell’assistenza alle persone con disabilità e le famiglie che si associano per le finalità di cui all’articolo 1.

Le attività di programmazione degli interventi di cui al comma 1 prevedono il coinvolgimento delle organizzazioni di rappresentanza delle persone con disabilità.

fonti :

L’alternativa possibile …Roma 23 maggio 2015 Assemblea Anffas Nazionale – L’esperienza del progetto « A Casa Mia » di Mortara e Lomellina – COME NOI Cooperativa Sociale Anffas di Mortara (PV)

www.vita.it – Dopo di noi – Le famiglie capovolgono le logiche dei servizi residenziali: «la casa ce la mettiamo noi» di Sara De Carli  07 giugno 2016

 

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