Vaccini e Autismo, Sicilia, il TAR nomina Commissario ad acta: risarcite la famiglia!

Disturbi psichici provocati dal vaccino, risarcita coppia di Agrigento

Coniugi risarciti dal Ministero della Salute per i danni provocati al figlio dal vaccino tetravalente.

Marito e moglie avevano citato in giudizio il Ministero della Salute, sostenendo che il figlio aveva avuto gravi problemi di salute dopo essersi sottoposto al tetravalente. Prima il tribunale civile di Palermo ed ora il Tar Sicilia hanno dato ragione ai coniugi. Il Tar Sicilia ha condannato il Ministero della Salute a risarcire due coniugi agrigentini che avevano citato in giudizio il Governo sostenendo che il trattamento vaccinale tetravalente cui era stato sottoposto il figlio minore, ormai sedicenne, era stato causa di un disturbo pervasivo dello sviluppo, con gravi turbe della condotta. In origine i due coniugi si erano rivolti al tribunale civile di Palermo che, accogliendo il ricorso, aveva condannato il Ministero della Salute al pagamento in favore dei ricorrenti dell’indennizzo previsto dalla legge,  oltre interessi dalla data di maturazione fino al soddisfo ed  alla rivalutazione monetaria. Il Tar ha imposto al ministero della Salute di risarcire il ragazzo agrigentino divenuto autistico nel 2000 in seguito alla somministrazione del vaccino.  Già il tribunale civile nel 2014 aveva riscontrato un rapporto di causa-effetto tra medicinale e patologia e riconosciuto alla famiglia un danno di 250mila euro.

avvocato girolamo rubini agrigentoLa sentenza, sebbene passata in giudicato non era stata eseguita. Perciò marito e moglie, assistiti dall’avvocato Girolamo Rubino, si sono rivolti al Tar che ha accolto la loro richiesta. Il tribunale amministrativo ha nominato un commissario ad acta che in caso di ulteriore inadempienza, interverrà in via sostitutiva e liquiderà la somma al massimo entro altri due mesi. Il tutto maggiorato dello 0,50 per cento per ogni mese di ritardo aggiuntivo. Spiega l’avvocato Rubino: “La sentenza del Tribunale parla chiaro e prende per buono l’esito della relazione della commissione medica dell’ospedale di Palermo. Tra l’altro, verso quella sentenza il ministero della Salute non ha mai opposto appello. Doveva pagare e non l’ha fatto in questi due anni, ma le istituzioni sono sempre poco solerti a risarcire”.

ITER

Una storia che inizia nel 2006, quando i genitori originari della provincia di Agrigento chiedono di accedere ai servizi assistenziali. Il bambino – allora aveva sei anni – viene visitato dalla commissione medica ospedaliera che ha sede all’ospedale militare di Palermo. I medici diagnosticano il “disturbo pervasivo dello sviluppo” insorto dopo la vaccinazione tetravalente (difterite, tetano, pertosse ed Epatite B) e antipolio. Ma giudicano “intempestiva” la domanda e la rigettano. La famiglia fa ricorso ma il ministero rigetta di nuovo, questa volta negando il nesso di causalità e non che la domanda fosse fuori tempo massimo. A questo punto – siamo nel 2011 – si passa alle vie legali. Il giudice del lavoro chiede una consulenza tecnica d’ufficio, che sostanzialmente conferma la valutazione medica. Ma il ragionamento del giudice si sviluppa piuttosto in punta di diritto: in sostanza, non si può riformare in fase amministrativa la valutazione della commissione medica ospedaliera, perché questo viola un parere del Consiglio di Stato del 2012. Insomma, l’errore, se è vero – come sostengono ora gli esperti – che non c’è relazione tra vaccino e autismo, lo ha commesso la commissione. Ma alla famiglia spetta comunque il risarcimento concesso dalla legge 210 del 1992. Passati quasi due anni dal verdetto mai impugnato, i genitori non hanno però visto un euro e si sono rivolti all’avvocato Girolamo Rubino che ha presentato un ricorso per ottemperanza al Tar. E lo ha vinto: una beffa per il ministero che rischia l’invio di un commissario ad acta e dovrà pagare pure la mora per ogni mese di ritardo che è passato e che passerà.

IL MINISTERO LATITA

Grande dunque è la confusione sotto il cielo dei tribunali. E questo non aiuta le famiglie a stare tranquille quando vaccinano un figlio. Una risposta dovrebbe essere data dal ministero della Salute, magari spiegando perché non abbia fatto mai ricorso contro l’esito del processo di Palermo, accettando di fatto che il tribunale stabilisse una correlazione, assai dubbia tra autismo e vaccini. E per tranquillizzare le famiglie – al di là di ogni spot o di campagne pubblicitarie – il dicastero dovrebbe istituire subito un rigoroso registro delle reazioni post vacciniche. Che ancora non c’è.

CHI INFORMA LE FAMIGLIE?

La verità è che i vaccini sono dei farmaci e come tutti i medicinali non sono privi di effetti collaterali. Le complicazioni non sono la regola, anzi, fortunatamente non avvengono troppo di frequente. E tuttavia avvengono, in modo diverso, in tempi differenti. Accadono a volte in maniera evidente, dopo poche ore dalla inoculazione, a volte dopo mesi, altre volte ancora dopo anni. Perché i vaccini devono (è la loro funzione) intervenire sul sistema immunitario, ancora immaturo e fragile, del bambino, e possono causare una rottura permanente e irreversibile del suo equilibrio. Un medico responsabile è colui che informa adeguatamente i genitori dei rischi e dei benefici dei vaccini, sottolineando le malattie infettive che questi ultimi hanno contribuito a debellare ma non sottovalutando gli effetti collaterali. Invece il consenso informato sembra non interessare chi deve proteggere la nostra salute ma si mostra più attento a smorzare sul nascere eventuali richieste di chiarimento.

GENITORI AL BUIO

Tra l’altro è la legge che impone ai medici di informare i genitori (articolo 7 della legge 210 del 1992). Invece solo qualche anno fa una ricerca del Censis fotografava una situazione di completa ignoranza sull’argomento: il 99,5% dei genitori intervistati dichiarava di aver vaccinato i figli ma appena il 5,6% sapeva che le vaccinazioni obbligatorie sono 4 e che si tratta dell’antidifterica, antitetanica, antipoliomielite e antiepatite B. Un risultato che la dice lunga su come ai genitori che decidono di vaccinare il figlio (ma si tratta davvero di una decisione?) manchi un’informazione chiara, esaustiva e trasparente. Il sospetto – che avanzano gli stessi ricercatori del Censis – è che i genitori vivano la vaccinazione per lo più come un obbligo imposto dal Servizio sanitario nazionale, tanto è vero che la accettano nonostante il 61,7% di essi la ritenga causa di malattie gravi come l’autismo.

Fonte:

www.agrigentonotizie.it

www.tgcom24.mediaset.it

www.palermo.repubblica.it

www.testmagazine.it

 

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