Disabili – Detrazioni, spese per scuole, università, master e borse di studio

detrazioni spese per scuole, università, master e borse di studioL’Agenzia delle Entrate risponde ad una serie di quesiti riguardanti le spese sostenute per l’istruzione e la formazione per l’ingresso nel mondo del lavoro. Poter detrarre alcune di queste spese può essere importante. Tali spese vanno indicate nei righi da E8 a E12 “Altre Spese” del quadro E – Oneri e Spese, dove ci sono tutte le spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%. Per l’approfondimento su requisiti e condizioni, vediamo le spese di istruzione e universitarie nel modello 730.

Partiamo dalle spese di istruzione detraibili. L’art. 15, comma 1, lett. e) del Tuir, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986,  n. 917, prevede la possibilità per i contribuenti di detrarre nella misura del 19 per cento “le spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, in misura non superiore, per le università non statali, a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del MIUR (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) da emanarsi entro il 31 gennaio 2016”.

Spese scolastiche detraibili dal 2015. Con la legge n. 107/2015 è stato aggiunto anche una lettera e-bis) al comma 1 dell’art. 15 del TUIR. Viene introdotta una ulteriore detrazione per “le spese per la frequenza di scuole dell’infanzia del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione di cui all’articolo 1 della legge 10 marzo 2000, n. 62, e successive modificazioni, per un importo annuo non superiore a 400 euro per alunno o studente”. Per maggiori informazioni vediamo le spese di istruzione detraibili.

Spese per la mensa scolastica detraibili nel 730. L’Agenzia delle Entrate ha confermato nella circolare n. 18/E del 2016 che sono detraibili nel 730 anche le spese per la mensa scolastica, che vanno incluse tra le spese per la frequenza scolastica per le quali spetta una detrazione del 19% fino a 400 euro all’anno. Sono quindi scaricabili spese per la mensa per un massimo di 76 euro all’anno. Vediamo quale documentazione occorre e tutte le informazioni nell’approfondimento delle spese per la mensa scolastica detraibili.

Università privata: spese detraibili. E’ possibile detrarre le spese di iscrizione a una università privata: “La detrazione ammonta al 19% delle spese sostenute; le spese possono riferirsi anche a più anni e per gli istituti o università privati non devono essere superiori a quelle delle tasse e contributi degli istituti statali”.

Test universitario: la prova di accesso è detraibile. Un’altra importante risposta riguarda la seguente domanda: “Le spese per la partecipazione al test di accesso al corso di laurea possono essere considerate spese per istruzione e quindi possono essere detratte nella dichiarazione dei redditi?”. La risposta è: “Sì, le spese per la partecipazione alle prove di accesso ai corsi universitari sono detraibili nella misura del 19% dall’imposta lorda”.

Spese per iscrizione ad un master post universitario. La risposta affermativa dell’Agenzia delle Entrate è sulla possibilità di detrarre la spesa sostenuta: “Sì, la spesa per l’iscrizione ai master post universitari è detraibile (nella misura del 19%) a condizione che il master sia assimilabile, per durata e struttura di insegnamento, a un corso universitario o di specializzazione. In caso di corsi svolti in università statali non vi sono limiti di spesa; per i corsi svolti in università private la detrazione spetta per un importo non superiore a quello previsto per un corso analogo in una università statale (articolo 15, comma 1, lettera e), del Tuir)”.

Spese per la scuola materna: nessuna detrazione fiscale. Un’altra domanda alla quale viene fornita risposta riguarda la possibilità di scaricare (ossia detrarre nel 730) le spese scolastiche per l’scrizione di un figlio alla scuola materna. La risposta dell’Agenzia delle Entrate è negativa: “No, non è possibile. Le spese scolastiche per l’iscrizione alla scuola materna non sono detraibili. In quest’ambito sono detraibili solo le rette pagate agli asili nido e le spese per la frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitari”.

Borsa di studio: modalità di compilazione del 730. Un ulteriore risposta arriva in merito alla compilazione del rigo C5 del modello 730 e più precisamente nel quadro C che riguarda i redditi di lavoro dipendente e assimilati. Il rigo C5 riguarda specificamente il periodo di lavoro, ossia i giorni per i quali spettano le detrazioni. Lo specifico caso riguarda le borse di studio per la frequenza a un corso. Viene chiesto in questo caso quanti giorni indicare nel rigo C5, in riferimento ai giorni per i quali spettano le detrazioni. La risposta dell’Agenzia delle Entrate è la seguente: “Per le borse di studio, il numero dei giorni da indicare nel rigo C5, colonna 1, è quello compreso nel periodo dedicato allo studio (anche se relativo ad anni precedenti) per il quale è stata concessa la borsa di studio. Pertanto, se la borsa di studio è stata erogata per il rendimento scolastico o accademico, la detrazione spetta per l’intero anno; se, invece, è stata corrisposta in relazione alla frequenza di un particolare corso, spetta per il periodo di frequenza obbligatoria prevista”.

Istituti tecnici superiori: Le tasse pagate per l’iscrizione sono detraibili e rientrano tra le spese di istruzione. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) ha precisato che i percorsi realizzati dagli Istituti Tecnici Superiori (I.T.S.) rientrano nel segmento dell’istruzione superiore non universitaria e presentano una fisionomia autonoma e distinta dai corsi di istruzione secondaria e universitaria. Ma secondo il Fisco, su parere del MUIR, gli I.T.S. si collocano nell’ambito del segmento di istruzione superiore del sistema italiano di istruzione e formazione e quindi rientrano nella lettera e) dell’art. 15 del TUIR, la quale stabilisce che la detrazione dall’imposta lorda di un importo pari al 19 per cento delle “spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi degli istituti statali.”. Ai sensi del comma 2 del medesimo articolo la detrazione spetta anche se l’onere è sostenuto nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico.

Per la determinazione dell’importo ammissibile alla detrazione, si richiama quanto previsto nell’allegato A, punto 5, del decreto interministeriale 7 febbraio 2013, in cui è previsto che “Le Regioni stabiliscono i criteri per la determinazione dell’importo delle rette di frequenza per gli studenti da parte delle Fondazioni I.T.S.. Gli studenti degli I.T.S. versano la tassa regionale per il diritto allo studio sulla base del medesimo importo previsto per gli studenti universitari ed accedono ai medesimi benefici.”.

Istituti tecnici superiori. Nessuna detrazione sui canoni di locazione. Non è possibile fruire della detrazione prevista per i contratti di locazione stipulati da studenti iscritti ad un corso di laurea presso una università, anche per gli studenti iscritti a corsi presso gli Istituti Tecnici Superiori.
 L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la detrazione connessa al pagamento del canone di locazione prevista dalla lett. i –sexies), comma 1, dell’art. 15 del TUIR, riguarda esclusivamente gli studenti “iscritti ad un corso di laurea presso una università ubicata in un comune diverso” da quello di residenza.
In tal senso non è possibile equiparare i corsi seguiti presso gli ITS a corsi di laurea universitari (parere del MUIR) e pertanto la frequenza di tali corsi non consenta di fruire della detrazione per canoni di locazione.

fonte www.job.fanpage.it

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