Disabilità e Scuola : famiglie e insegnanti di sostegno indignati!

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Lo Sportello Autismo di Ragusa, con sede a Pozzallo, ha raccolto il disagio di insegnanti e famiglie di bambini con autismo. La continuità didattica è un diritto dei bambini con disabilità e questo le famiglie lo gridano ogni anno ad un sistema scolastico che continua ad essere sordo. Ma le lamentele giungono anche dai docenti che hanno vinto il concorso di questo settembre siciliano che si è rivelato una scatola vuota!

2Sara Susino, insegnante di sostegno :

” Maestra, ci sarai il prossimo anno?. Ecco la domanda imbarazzante a cui noi, insegnanti di sostegno specializzati, ogni anno dobbiamo rispondere.  La tanto criticata L. 107/15 della “Buona scuola” all’ art. 1 c. 181 lettera C, sottolinea l’importanza della continuità e dunque della stabilizzazione degli insegnanti di sostegno.  Eppure, 106 insegnanti di sostegno, vincitori del concorso 2016, il 2 settembre hanno scoperto di non aver vinto nulla! Zero posti a disposizione in Sicilia. Assegnazioni provvisorie ed insegnanti di passaggio anche per il prossimo anno scolastico, ormai alle porte. Siamo indignati e frustrati; vogliamo svolgere il nostro lavoro in modo professionale, programmare le attività, porci obiettivi a breve, medio e lungo termine. Solo  negli anni possono essere visibili i risultati del nostro lavoro, ma la nostra posizione precaria non lo consente. Desideriamo che i diritti dei nostri bambini vengano tutelati. Insegniamo ai nostri studenti a comportarsi da cittadini onesti, a rispettare gli altri e le leggi. Vorremmo che gli adulti, le istituzioni ed il governo imparassero a fare altrettanto. Attendiamo delle risposte!”

3Emanuela Russo, genitore di un bambino autistico, Presidente dell’Associazione “La Stele di Rosetta, autismi e altre meraviglie di Pozzallo: “Forse non tutti sanno quanto problematico possa essere costruire un proficuo rapporto di fiducia tra operatore e assistito, soprattutto quando l’assistito è un bambino con diagnosi di disturbi dello Spettro Autistico. A volte può trascorrere anche un intero anno prima che un bimbo con autismo si lasci toccare dal suo educatore, o possa farsi anche solo sfiorare, abbracciare.  Le famiglie lavorano quotidianamente in sinergia con gli operatori facenti parte di tutte le agenzie educative che ruotano intorno al proprio figlio, cercando di organizzare al meglio le attività e ottimizzare i risultati, perché il tempo per i nostri bimbi ha una diversa misurazione; anche solo un giorno perso di terapia, o di interventi educativi errati, scorretti, diversi dall’ordinario metodo utilizzato, interrompe irrimediabilmente un intero percorso educativo, lo può compromettere a volte anche in maniera grave, disorientante. Un operatore non formato può danneggiare il lavoro di tutti gli altri. Non possiamo permetterci anelli deboli nella delicata catena riabilitativa dei nostri figli. Ecco perché cambiare insegnante di sostegno può disorientare inesorabilmente i nostri figli, ledere il percorso educativo del bambino e rompere sottili equilibri nella cerchia degli educatori che quotidianamente danno il loro contributo affinchè i nostri bimbi escano gradualmente, timidamente, dal guscio e conquistino millimetro dopo millimetro quello che per loro rappresenta un impervio cammino verso una qualità di vita migliore fatta di dignità e flebili autonomie. Non possiamo rischiare che anno dopo anno nuovi insegnanti di sostegno si susseguano nel percorso scolastico dei nostri figli. E’ inammissibile, ci indigna ! Indigna tutti i genitori di bimbi con più o meno gravi patologie che necessitano di continuità, di stabilità di inclusività, rischiando di cadere in forme sistematiche di ghettizzazione dell’alunno disabile. Noi genitori viviamo scolasticamente una sensazione di aleatorietà e insicurezza. Non c’è alcuna certezza, solo precarietà. Se la fortuna ci assiste riusciamo ad avere l’insegnante di sostegno giusto e tutto funziona, ma se cambia, tutto può precipitare da un momento all’altro. La continuità educativa rappresenta una sicurezza, una garanzia, che le famiglie non hanno. L’insegnante di sostegno che non ha le specifiche competenze professionali e che si trova a dover gestire un alunno con grave disabilità, vive una situazione di grande disagio che può portare a frustrazione e per questo a frequenti episodi di assenteismo. Questi docenti vanno aiutati con la condivisione con il team che segue il bambino, con la collaborazione con i docenti curriculari, con il Dirigente scolastico, con la formazione, l’esperienza sul campo ecc… Tutto ciò può essere messo in atto solo in un lasso di tempo certamente maggiore dei 9 mesi scarsi di attività didattiche previste in un anno scolastico. Per i docenti di sostegno la causa di eventuali carenze di competenze è spesso proprio la mancanza di continuità. È una cosa assurda che un Dirigente Scolastico si trovi costretto, obbligato, ad assumere un insegnante assolutamente privo di esperienza e di competenza, senza titolo, solo perché ha qualche punto in più per anzianità, figli, residenza… rispetto a uno esperto, formato, motivato, soprattutto quando si tratta di autismo. Poiché spesso purtroppo non esiste cioè l’abitudine a condividere le informazioni e documentare il percorso educativo, l’insegnante di sostegno si ritrova ad essere il fulcro dei rapporti tra equipe sociosanitaria e famiglia, pertanto il susseguirsi annuale di nuovi insegnanti di sostegno rappresenta una gravissima perdita di informazioni, che rende ancora più disastrosa una situazione scolastica drammatica e inaccettabile. Il problema è grave, ed è necessario cercare urgentemente una soluzione! ”

 

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